27 agosto 2009

Ci alziamo e andiamo senza fare colazione, smontiamo il campo con i caschi indossati e i guanti, troppe voraci zanzare.

Shizuyo è stata punta  sulle palpebre e ora ha gli occhi praticamente chiusi e gonfissimi.

Portiamo la moto sulla strada  e smontiamo la ruota, cambio la gomma e la camera, rimonto tutto ma quando gonfio la ruota il compressorino si disintegra, l’aria dentro la gomma è poca, ma decido comunque di provare da solo a raggiungere un distributore distante un paio di km , smonto le valige per averte meno peso e provo, non faccio neanche 200 metri, inpossibile, mi guardo attorno, c’e una casa in riva al lago, provo, mi incammino, una  signora sulla porta mi saluta, gli faccio capire di cosa ho bisogno, mi dice di andare a prendere la moto, vado.

 Quando ritorno mi aspetta sulla porta di casa con una pompa da bici, di quelle antiche, provo ma dopo vari tentativi con scarsi risultati, chiama suo marito, un gigante che con solo tre pompatine ridona dignità alla poderosa.

Mi invitano a casa loro per un the, dico che ho lasciato Shizu in strada, vai a prenderla e tornate assieme, va bene.

Come arriviamo il the è pronto, Marina, così si chiama conosce qualche parola di inglese, oggi è il suo compleanno, ci fa vedere la sua casa e il lago, è un campeggio, ma dice che c’è crisi e che quest’anno non c’è nessuno, ci credo penso io con tutte queste zanzare.

Foto saluti e si riparte, 15 km dopo a 130 km orari la moto comincia a sbandare, destra sinistra, Shizuyo si spaventa, gli urlo di stare ferma, tolgo gas cercando di controllare la direzione, rallento e in un traverso che sembra non finire mai tagliando tutta la strada nel senso opposto riesco ad accostarmi dall’altro lato, siamo stati fortunati, non è passata neanche una macchina.

Smonto la ruota, camera c’aria disintegrata, buona solo per farci degli elastici, problema, che fare, fermo il primo che passa, è un camionista , lascio Shizuyo seduta su una valigia e carico la ruota, mi faccio accompagnare da un gommista, dista 20km.

Il gommista non ha camere d’aria, prova a telefonare in città, aspetta dice, quanto,  apre le braccia, russia dice, capisco che la cosa si farà lunga.

Lo richiamano dopo 2 ore la misura non c’e, perfetto, che misure hanno, aspetta, dice,quanto..ahh non ha importanza, russia faccio io mettendomi a sedere, lui ride  russia russia dice, mi offre un the e cerca di fare conversazione, ma con scarsi risultati, così chiama al cellulare un amico che un po’ parla inglese e cosi poco alla volta ci conosciamo, passa ancora un'altra ora e lo richiamano,  mi dicono quello che hanno, a me serve una camera da 17 quella che più si avvicina è da 19, ok la prendo, quanto per arrivare qua, mi guarda e ride, russia dico io, russia e ride, ascoltiamo dell’ottima musica russa, rock e parliamo, sempre con l’aiuto dell’amico al cellulare.

Sono appena 4 ore che sono qua e già è arrivata la camera, che velocità, pago e velocemente rimonto tutto.

Ora devo tornare da Shizu, è 4 ore che è in strada, sarà preoccupata, devo trovare un passaggio, ma Jorge, chiama un suo amico e mi fa accompagnare, mi regala anche due cd di rock russo.

Shizuyo è li, seduta sulla valigia, affamata come lo sono io, sono le 3 e ancora non abbiamo mangiato niente, rimonto la ruota e partiamo, cerchiamo di fare km, passiamo per Kurgan ci fermiamo prima di Makusino, è tutta una palude, trovare un posto senza zanzare non è possibile, montiamo la tenda e cuciniamo dentro, oggi giornata massacrante, km pochi, solo 350.

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