20 agosto 2009

È una bella giornata sono le 10 siamo davanti al porto di Sochi, fermi in rada.

Alcuni membri dell’equipaggio tirano fuori le canne e si mettono a pescare, questo ci insospettisce un po’.

Sono le 12 e ancora l’equipaggio sta pescando, noi abbiamo fame, recupero del pane dalla cucina  e del the dalla sala equipaggio, al bar costa un dollaro, troppo per noi.

Vi avevo detto dell’odore , durante la traversata con il vento ancora era accettabile, ora è diventato imbarazzante, gli uomini dell’equipaggio vanno in giro con bombolette spray a purificare l’aria, a noi e toccata quella al profumo di pino, ummm… adesso si, l’opera è completa.

Alle 2 una delegazione di passeggeri compresi noi va tutta unita e baldanzosa  a parlare con il comandante, vogliamo spiegazioni, vogliamo entrare nel porto, il comandante non si trova, ci dicono che il porto è pieno e che entreremo domani, tutto il giorno e un’altra notte a bordooooo, aiutoooooooooooo c’è da impazzire.

Siamo ormai un nutrito e variopinto gruppetto, e siccome ci si può  tranquillamente parlare da prua a poppa ci conoscono da tutte le parti della nave, consapevoli della nostra forza andiamo al bar e prendiamo da bere senza pagare niente e, cosi facciamo per tutta la sera, alle 7 ci servono anche un’ottima cena, gratis, e per finire anche il the .

Ci stiamo preparando ad affrontare un’altra notte quando, un avviso di bordo, si può entrare in porto stasera, urra.

 Sono le 9,30 quando attracchiamo alla banchina del porto di Sochi.

Possono scendere solo i passeggeri a piedi, prima c’è il controllo doganale dei passeggeri, poi quello dei mezzi, controllo passaporti, poi compilazione dei moduli per il veicolo, non solo a noi che siamo stranieri, ma anche ai russi, a casa loro.

Erano le 10 quando sono cominciati i controlli, adesso è l’una, e finalmente abbiamo il permesso di sbarcare i mezzi, ma non è finita, ora c’è il controllo della moto, borse documenti ecc,ecc,come al solito, la poderosa deve avere un permesso speciale che devo sempre portare con me me, il commissario me lo ha ripetuto all’infinito, non abbandonarlo mai, sempre con te.

Questo permesso dura 15 giorni, devo rinnovarlo il 04 settembre, il commissario mi dice che posso farlo in qualsiasi posto di polizia, mi dice entri consegni il vecchio e ti danno il nuovo.

In tutto questo mi ha aiutato Maxim, un motociclista russo che parlava inglese, di rientro da una vacanza in Turkia con la sua sposa Olga.

Sono le 3 il commissario mi augura buon viaggio, posso uscire, dentro in dogana ancora ci sono le 5 macchine russe di cittadini russi, incredibile.

E’ stata un odissea, ma ora davvero siamo in RUSSIA, è tardissimo, siamo stanchi, sporchi e puzziamo, dobbiamo trovare un albergo economico.

Ancora una volta ci aiuta il nostro amico motociclista, ci porta in un hotel, il più economico di Sochi,120 dollari , non c’è wi-fi, il bagno è uno schifo, no aria condizionata ma, in compenso una marea di culi e di tette  girovagano tra la reception  e i piani.

Sono le 4 quando usciamo da quella che qua alla reception  hanno definito come doccia, buonanotte.

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