10 agosto 2009

 Una goccia d’acqua mi entra nell’orecchio, mi volto e un’altra mi colpisce un occhio, c’è un problema, mi alzo accendo la luce, è l’una, certo, l’una di notte,  piove e a quanto pare non solo fuori.

Devo uscire per sistemare il nylon sopra la tenda,  mi metto la giacca impermiabile, gli stivali e in mutande esco, non c’e vento cosi non devo preoccuparmi di fissarlo, lo sdrotolo semplicemente sulla tenda, fatto posso rientrare.

Shizuyo  mi fa i complimenti per l’ottimo e rapido lavoro, io la guardo e commento, pensi che arriverà in Giappone questa tenda?

 

Chissa, ora non ce ne preoccupiamo, un bacio e continuiamo a dormire.

La mattina non piove, ma il tempo è incerto, facciamo colazione, pane caldo con miele e un bicchiere di the.

Ho la barba lunga, provo a radermi, ma le mie lamette sono vecchie e non tagliano, strappano, così  decido di andare dal barbiere del paese.

 

Il barbiere ha il suo negozio al lato di un alimentari e di fronte a una sala da the, fuori i soliti pensionati.

 Entro, è un piccolo locale, una poltrona un lavandino, la specchiera e un televisore in alto sulla parete, come mi spiego ora, non c’è molto da spiegare, siamo da un barbiere, poi basta guardarmi... due gesti e ha capito tutto, mi fa cenno di sedermi.

Shizuyo è fuori che scatta foto e fa converzazione con i pensionati, io sono seduto qua da 30 minuti, non sapevo ci volesse tanto.

Comunque ha fatto un ottimo lavoro, la mia pelle ora è più liscia di...ok  quando devo pagare, how much, così gli dico, niente niente, mi fa cenno con le mani portandosele al petto e accennando un inchino, incredibile, che fare, ringrazio.

E' ora delle foto ricordo e dei saluti, anche per alcuni vecchietti che si erano seduti davanti la bottega e che per tutto il tempo non mi avevano tolto gli occhi di dosso, commentando il lavoro del barbiere.

Così rimesso a nuovo, andiamo a Trabzon, dobbiamo fare alcune commissioni.

A Trabzon, proprio come due sprovveduti turisti ci siamo fatti anche ingannare, abbiamo mangiato due normalissimi panini in un fast food ristorante, di quelli da turisti, cosi il conto è stato 14 turke lire, con meno mangiavamo dell’ottimo e fresco pesce alla griglia, seduti al tavolo di un ristorante, staremo più attenti, non abbiamo soldi da buttare.

La sera rientriamo  ad Akcakale, un the con i nostri amici, i soliti discorsi, il taccuino dove appuntare nuove parole, in turko si intende, ed arriva l’ora che io prepari la cena, già sapete di che cosa si tratta.

Buonanotte

 

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