04 agosto 2009

Sveglia all’alba, circa le 9…. Colazione, poi paghiamo la pensione, parlo con il proprietario riguardo al pacchetto che stiamo aspettando, e andiamo, dobbiamo comprare le gomme e i freni per la poderosa.

Giriamo tutti i gommisti della città, niente, nessuno ha gomme da moto e nessuno può o vuole ordinarle, e neanche sanno, o non vogliono dirci dove trovarle.

Finalmente, trovato, è un negozio con la scritta Yamaha, di moto neanche l’ombra, fuori due vecchi sorseggiano il the e ci danno il benvenuto, dentro caschi e vestiario, cose dal sapore antico, e qualche ricambio sparso qua e la per il locale, bene, chiediamo, forse in Istambul, ci risponde, ok dico io, controlliamo.

 L’omino si siede davanti al compiuters, mi chiede quale gomma desidero mostrandomi il listino metzeler, questa e questa faccio io, segna il codice, pigia invio, e …rosso, non ci sono, ok allora queste, codice invio, e…non ci sono, ok allora queste, codice invio,e….non ci sono…molto bene, mi scappa da ridere, mi siedo davanti all’omino, lo guardo negli occhi e molto lentamente scandendo le parole gli dico:  a l l o r a            d i m m i      c h e  ………..  d i    g o m m e     c i   s o n o ? ? ?..l’omino alza un dito annuisce si volta, e da uno scaffale prende un altro listino, questa volta pirelli, proviamo, questa e questa, codice invio, e…..luce verde,  ok, ci sono, E.. CI VOLEVA TANTO.

 Il prezzo è come in italia, ci servono, le prendiamo, due giorni, devono arrivare da Istambul dice, va bene, saremo inchiodati in questo  posto per i prossimi 15 giorni, non abbiamo fretta.

 

Ci serve anche l'alcol per il trangia, il nostro fornello, andiamo in una farmacia dove il proprietario ci offre, come al solito il the, poi ci riempie una bottiglia da litro, e anche qua, ancora una volta contratto sul prezzo, questa cosa non riusciamo a capirla.

Questa sera abbiamo deciso di andare a vivere, a dormire in collina, quindi imbocchiamo la prima strada che porta in alto.

Saliamo saliamo, percorrendo tornantini di asfalto e cemento per una quindicina di km, poi appare, dall’alto lo vediamo, è un bellissimo prato verde nel bel mezzo di un noccioleto, trovo l’ingresso, entriamo, arriviamo nel mezzo, è perfetto.

Fuori il cavalletto, scarichiamo tutto e montiamo il campo.

Finalmente, ora si, ora ci sentiamo a casa.

Piazzata la tenda viene a farci visita una famiglia, sta facendo la raccolta delle nocciole, portandoci acqua fresca, cetrioli, nocciole, e tanti sorrisi e domande, nessuno parla inglese a parte una bambina, che a volte traduce qualche parola, ma è timidissima, e così anche le sue traduzioni.

Non importa a nessuno, un sorriso, una pacca sulla spalla, sono piu importanti che mille parole, per noi, e questo sembra anche per loro,.

Ancora inviti, ma questa sera no, stasera preferiamo la tranquillità di casa nostra.

 

 

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