26 luglio 2009

 

La mattina è freddo ma il tempo è bello, qualche nuvola in cielo, purtroppo molte fra di noi.

Tutto intorno è fango, senza parlare usando solo monosiillabi smontiamo la tenda, facciamo colazione e partiamo, guido con tranquillita, oggi è domenica , non c’è nessuno per la strada, arriviamo alla frontiera alle 11, passiamo i controlli 2 ore di strozate, finalmente si entra in Georgia, Tblisi è vicina , ci arriviamo alle 2, cerchiamo un internet, ne troviamo uno,  no wi- fi e il collegamento è lento, dobbiamo reperire informazioni sulle varie ambasciate, da qui in avanti non è più possibile arrivare alle frontiere senza la visa, che cazzo di mondo.

Per fare più in fretta lavoriamo su due computers, alla fine abbiamo quasi tutto, troviamo gli indirizzi delle varie ambasciate, ma non riusciamo a visualizzare la mappa, chiediamo  al propietario dell internet e ci mostra una mappa, bene bene, pensiamo, che gentile, no, niente affatto, vuole 3 euro, lo mando a fan culo, domani come sempre risolveremo, pagho e andiamo.

Ancora tra di noi  è gelo, non posso più stare zitto , cosi parlo con Shizuyo, chiarisco la situazione, scusa, no, la colpa è mia, ma no che dici sono io, le solite menate di coppia, una carezza un bacio e tutto ricomincia.

Passiamo a un market per la spesa, devo dire che in questa citta la gente non è per niente simpatica, prima il benzinaio, poi l’uomo dell interrnet adesso le cassiere, ah, già, prima ancora il poliziotto a cui avevamo chiesto la strada per il centro, o forse non siamo stati fortunati,  noi comunque preferiamo i piccoli paesi.

Con le provviste fatte usciamo dalla citta per tovare un posto per la notte, dopo 20 km, individuiamo una bella radura, riparata da alcuni alberi, inbocco una strada laterale sterrata, che dopo l’acqua della notte è  a tratti fangosa, cadiamo ancora una volta, questa volta sul fianco destro, in mezzo al fango, le gomme della poderosa con i loro18000km, proprio non ne vogliono sapere più, non ci siamo fatti nulla , solo il mio orgoglio di vecchio enduristra è un po’ acciaccato.

Per risollevare la poderosa dobbiamo togliere le valige, che fatica alla fine la moto è  in piedi e noi infangati .

Ancora un centinaio di metri, arrivati, il posto è perfetto, prima di piazzare il campo, ci sediamo affianco alla poderosa , estraggo dalla tasca della giacca una lattina di birra comprata in precedenza e senza  dire nulla la beviamo.

Il campo è pieno di grilli, che continuano a saltare da una parte all’altra senza preoccuparsi di noi, Shizuyo mi fa ridere, i grilli sono entrati anche dentro la tenda e lei cerca di mandarli via in modo alcuanto strano , gli parla , è il caso che io intervenga, prendendo i grilli per le zampe e portandoli fuori.

 

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