10 luglio 2009

Ci svegliamo dopo una notte di battaglia con le mosche, colazione, poi il signore ci accompagna sulla strada e ci mette nella direzione giusta, direzione Razdam .

Dopo un ‘ora ci fermiamo a bordo strada per mangiare qualcosa, e tre ragazzi su due moto si fermano per guardare la nostra di moto, sono affascinati, sia dalla poderosa che dal nostro abbigliamento.

In Armenia moto non ce ne sono, questi ragazzi fanno parte dei soli 60 riders che ci sono in Armenia.

Una delle loro moto era fantastica, un’ ural trasformato in ducati, incredibile, che fantasia e che passione.

Dopo un paio di sgassate i ragazzi ci salutano accennando una timida impennata,.

Arriviamo al lago e qua veniamo invitati a pranzo da un gruppo di amici che va in vacanza,accettiamo l’invito e passiamo due ore piacevoli, ci regalano anche un suovenir portafortuna.

Da queste parti è impossibile passare inosservati, la gente è molto ospitale,e un invito a un the si trasforma rapidamente in pranzo cena pernottamento, e per la felicità di Shizuyo, anche doccia e lavatrice.

Ci accampiamo a un centinaio di km dalla frontiera con l’Iran, piove, ma va bene, così si lava la tenda ancora sporca di fango.

 

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