25 giugno 2009

Sulle Dolomiti senza benzina, le prime case chiedo informazioni su un distributore, prima c’era anche qua , ma ora devi andare giù, 5 km, ma è tutta discesa, mi dice un uomo sorridendo.

Spingendo la moto sotto la pioggia, fortuna che eravamo in discesa, peccato che il buon montanaro si sia dimenticato di dirmi che c’erano anche tratti di fottuttissima pianura, arrivati al distributore alle 13,30, chiuso, aspettiamo le 3, l’ora di apertura.

Vi descrivo il distributore, due colonnine, un tavolino di plastica, per intenderci quelli da bar, con una pietra sotto una gamba zoppa, e una sedia , stesso modello, un piccolo casotto con parabola satellitare, e basta.

Che cosa volevo di più?? Almeno una tettoia.

Non importa, rimaniamo con i caschi in testa aspettando l’omino della benzina, il quale, arrivato   prima fa tutte le sue cose, poi, da sotto l’ombrello ci dice: niente bancomat.

Fatto il pieno si riparte, arriviamo a pochi km da Gorizia, vorremmo entrare in Slovenia, ma la pioggia è troppa, tutto il giorno guidando sotto l’acqua, basta, non cerchiamo nessun posticino carino come siamo soliti fare, il primo cavalcavia ci si ferma.

Entriamo in un paese, credo che sia Gradisca di Isonzio o forse no, ma non importa, il ponte c’è e questo ci basta, non è un gran che, ma è asciutto.

Montiamo la tenda, sistemiamo i materassini i sacchi eee..caz…che dolore, non mi sono accorto che a terra, sotto la tenda è rimasto un pezzo di plastica, che in un colpo solo buca il catino della tenda e il materassino, quello di Shizuyo, poverina.

Mentre stiamo cenando, questa sera veramente molto misera, solamente una zuppa, ma di quelle in busta, quelle economiche, non come quelle di Dorina, Dorina è mia madre, e Shizuyo dice che il cibo che compra mia madre è più buono del nostro, normale, mia madre spende.

Comunque dicevo, mentre stiamo”cenando”passa un signore, era di ritorno da un suo campo dove ha alcuni alberi da frutta, ci offre una manciata di susine, ciao ciao e va via.

Ma ci ripensa e rapidamente torna indietro, si presenta, mi chiamo Adriano, e voi, cosa fate, dove andate, che cosa? Voi due in moto, il giro del mondo.

Ci invita a casa sua, rifiutiamo, ormai abbiamo già sistemato tutto, bene dice, allora domani mattina, un caffe una doccia, e se stanotte vi serve qualcosa, sono lì, abito in quella casa con quel grande oleandro.
La mattina lo andiamo a trovare, per ringraziarlo della sua ospitalità e salutarlo, non ci lascia andar via senza regalarci una bottiglia di vino, la berremo alla tua salute, ciao Adriano

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